Skip to content Skip to footer

S.I.T. – SISTEMA INFILTRATIVO TRANSDERMICO

SITTherapy è un dispositivo medico che permette, attraverso microimpulsi controllati da un impedenziometro, di trasportare transdermicamente principi attivi ad alto peso molecolare negli spazi interstiziali cellulari senza intermediazione del circolo ematico nella prima fase (es. farmaci, prodotti omeopatici, fitofarmaci).

La miscela di gel e di molecole viene contenuta all’interno di speciali elettrodi, disponibili in dimensioni diverse a seconda della zona del corpo in cui intendiamo operare.
E’ un metodo indolore e privo di effetti collaterali indesiderati: il paziente durante la seduta percepisce la sensazione di una leggera contrazione muscolare.
Nel Sistema Infiltrativo Transdermico (SIT) l’onda elettrica di stimolazione viene prodotta da un generatore di corrente costante, in grado di valutare le variazioni della resistenza della pelle in condizioni stabili e riproducibili.
Con una simile opportuna variazione dei parametri elettrici, questa metodica rende possibile la veicolazione di sostanze per via transcutanea, non alterando i tessuti e raggiungendo profondità ottimali.
Questo metodo ad impulsi risulta essere più efficace di altre tecniche comunemente utilizzate, come ionoforesi e iontoforesi, ed elimina gli effetti collaterali della corrente galvanica e delle correnti ad impulsi con medie elettriche differenti dallo zero.

Penetrazione
La principale funzione di “barriera” della cute risiede quasi interamente nello strato corneo. La bassissima permeabilità del corneo a sostanze idrosolubili è legata alla matrice extracellulare lipidica costituita da ceramidi, colesterolo, acidi grassi a lunga catena in definito rapporto molare, critico e funzionale alla integrità della barriera.
La penetrazione di una sostanza applicata sulla cute può avvenire:

  • attraverso gli annessi ghiandolari (app. pilosebaceo e ghiandole eccrine)
  • per via transepidermica (percorso intercellulare e/o transcellulare)

Penetrazione per via transepidermica: percorso intercellulare
Alla via intercellulare è stato attribuito finora un ruolo secondario, ma si è visto che essa rappresenta la via di penetrazione preferenziale per i composti polari ad alto peso molecolare (PM>2000 Da).
Avviene per diffusione nel fluido extracellulare ed è limitato dalle dimensioni e dalla carica della molecola da veicolare.
Il vantaggio della via intercellulare rispetto a quella transcellulare consiste nel fatto che la sostanza si troverebbe di fronte ad un mezzo omogeneo dal punto di vista della composizione chimica. Oltre a ciò è praticamente nulla la possibilità che la sostanza venga metabolizzata, dal momento che la maggior parte degli enzimi è localizzata all’interno della cellula.

Penetrazione per via transepidermica: percorso intracellulare
La penetrazione transcellulare diretta consiste nel passaggio della molecola dapprima attraverso la parete cellulare del corneocita, che proprio per le sue caratteristiche strutturali è uno degli ostacoli principali, e successivamente nella migrazione delle molecole polari verso le zone acquose del corneocita e delle molecole liofile verso le zone a maggior contenuto lipidico.
Studiando le condizioni che favoriscono il passaggio transcellulare, si è visto che un basso peso molecolare (PM

I programmi, scelti all’interno di una libreria preimpostata oppure personalizzati alle esigenze terapeutiche del paziente, vengono monitorati dallo strumento che ne controlla la corretta esecuzione.

SIT Therapy verifica che non intervengano interferenze a limitare il trasporto molecolare e gestisce automaticamente l’alternanza delle polarità nonché la direzionalità delle molecole.

VANTAGGI
La possibilità di intervenire senza l’ausilio di aghi, superando cosi la psicosi da dolore tipica dei pazienti trattati con questo ausilio, unita ad una efficienza nella veicolazione dei principi attivi mai riscontrata sino ad oggi.
Il vantaggio di trattare aree molto estese nello stesso trattamento mantenendo invariata la qualità del trasferimento durante tutta la durata della terapia.

  • MINOR QUANTITA’ DI PRINCIPIO ATTIVO NECESSARIO
  • MAGGIOR CONCENTRAZIONE LOCALE DI PRINCIPIO ATTIVO
  • MAGGIOR RAPIDITA’ DI AZIONE
  • RAPIDITA’ DEL RISULTATO
  • AZIONE PROLUNGATA DELL’AZIONE DEI PRINCIPI ATTIVI